Miglior Diserbante per Trifoglio: Scelta e Recensioni

Il diserbante per trifoglio è indispensabile per eliminare uno dei principali nemici per la crescita di un prato sano e rigoglioso.

Nel settore dei diserbanti selettivi a foglia larga, i prodotti per combattere il trifoglio sono senza ombra di dubbio fra i più ricercati in assoluto. Questa pianta, infatti, può “scombinare i piani” di chi desidera avere un bel prato, dato che può influire non solo a livello estetico, ma anche sulla salute degli steli buoni, rubando all’erba il nutrimento.

Il trifoglio è un infestante a foglia larga appartenente alla famiglia dei dicotiledoni, e la sua presenza potrebbe anche far intendere che esistono dei problemi che vanno risolti il prima possibile. In questo articolo, dunque, troverai tutte le risposte che cerchi e le mie recensioni dei migliori diserbanti selettivi per trifoglio.

Come funziona il diserbante per trifoglio?

Come ti ho anticipato, parliamo di un erbicida a foglia larga di natura selettiva. Significa che, al contrario dei diserbanti seccatutto potenti a base di glifosate, questo prodotto non attacca tutte le piante con le quali entra a contatto. Un po’ come avviene con i buttafuori, questo erbicida fa una sorta di selezione all’ingresso, colpendo o le piante a foglia larga (come appunto il trifoglio) o quelle a foglia stretta. In sintesi, nasce per eliminare una singola specie senza intaccare le piante buone che popolano il nostro prato.

Noti anche come sistemici, questi diserbanti vengono nebulizzati sulle foglie della pianta da eliminare. Una volta fatto ciò, entrano in circolo fino a raggiungere le radici, colpendole e facendole seccare. Essendo dei diserbanti fogliari, devono essere spruzzati sempre sopra le foglie, evitando di colpire direttamente il terreno. Poi, affinché funzionino, serve attendere 2 settimane circa per sortire l’effetto sperato (ovvero la morte dell’infestante).

Entrando nello specifico, un diserbante selettivo per trifoglio ha una formula a base di specifici principi attivi, la cui azione va appunto a colpire la salute delle radici, impedendo la produzione degli enzimi necessari per la sopravvivenza della malerba. In realtà, i diserbanti di questa categoria sono efficaci contro tutte le infestanti a foglia larga (si parla di oltre 40 specie differenti di dicotiledoni). Dunque non provocano danni a piante come le festuche, l’agrostide e le altre specie tipiche dei prati italiani.

Composizione del diserbante per trifoglio

I diserbanti selettivi per trifoglio, come spiegato, sono progettati per mirare alle piante a foglia larga senza danneggiare l’erba circostante. Per quel che riguarda la composizione chimica, in termini generali, possono essere suddivisi in due categorie: diserbanti a base di acido benzoico e diserbanti a base di acido fenossi propionico.

I diserbanti a base di acido benzoico, come il Dicamba (uno dei più diffusi), sono composti da 3,6-dicloro-2-metossibenzoico. Questi diserbanti sono noti per la loro capacità di inibire la crescita delle piante, interferendo con la sintesi delle proteine, agendo direttamente alla radice.

I diserbanti a base di acido fenossi propionico, come il 2,4-D o il MCPA, contengono acidi carbossilici come principio attivo. Questi acidi imitano l’azione degli ormoni delle piante, inducendo una crescita anomala che alla fine porta alla morte della pianta. Il loro meccanismo di azione è legato alla loro capacità di mimare l’attività di certi ormoni vegetali, come l’acido indoloacetico (IAA), un auxina naturale. Questi diserbanti si legano ai recettori delle auxine nelle cellule vegetali, causando un eccesso di attività auxinica che porta alla morte delle piante.

Da sottolineare il fatto che alcuni diserbanti selettivi contengono entrambe le categorie di elementi, agendo dunque su una doppia via. Infine, è importante notare che, sebbene questi diserbanti siano progettati per mirare specificamente alle piante a foglia larga come il trifoglio, possono comunque avere effetti negativi sull’ambiente, se entrano in contatto con l’acqua di superficie o le falde acquifere.

Classifica dei migliori diserbanti per trifoglio [RECENSIONI]

1. Compo Diserbante Selettivo per Trifoglio Banvel

Fra i migliori diserbanti per trifoglio troviamo questo erbicida prodotto dalla Compo, un’azienda piuttosto nota nel settore. Si tratta per l’appunto di un prodotto selettivo, dunque in grado di agire solo contro le infestanti a foglia larga, come nel caso del trifoglio. Viene venduto in una confezione da 150 ml, non richiede il patentino ed è liquido, come avviene con tutti i diserbanti di questa categoria.

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Ha una formula piuttosto efficace, in quanto include principi attivi come il Dicamba, l’MCPA e il Mecoprop-p. La sua efficienza è da oscar, considerando che riesce davvero a fare piazza pulita del trifoglio nel prato. 150 ml di prodotto bastano per coprire una superficie pari a circa 150 metri quadri, e ci troviamo di fronte ad un erbicida non pericoloso per le api, anche se non bisogna usarlo nelle vicinanze delle falde acquifere.

Oltre che sul trifoglio, il Compo è in grado di agire efficacemente su più di 40 specie di piante a foglia larga, come il dente di leone, ed è ottimale pure contro le erbacce più coriacee e complesse. Il suo funzionamento è sistemico: significa che, una volta spruzzato sulle foglie, viene assorbito fino ad arrivare alle radici, seccandole nel giro di un paio di settimane. Il tutto senza provocare il minimo danno al nostro prezioso prato.

Per quanto concerne l’utilizzo, come spiegato nelle istruzioni, bisogna nebulizzare l’erbicida per trifoglio sulle foglie di questa pianta, dopo averlo diluito con un rapporto di 50 ml x 5 litri d’acqua. Ricordati inoltre di usarlo minimo dopo 5 giorni dall’ultimo taglio del prato, e che non potrai spruzzarlo se fa molto caldo o se è prevista pioggia. Inutile poi specificare che, come ogni altro biocida, deve essere usato con cautela.

2. Dicotex Prato Diserbante per Trifoglio 500 ml

Anche il Dicotex è un erbicida per trifoglio che merita di essere recensito. Ci troviamo infatti di fronte ad un diserbante selettivo per piante a foglia larga, capace di agire esclusivamente su queste ultime, lasciando intatto il prato. Lo spiega la sua descrizione: si tratta di un prodotto esclusivamente progettato per aggredire le infestanti appartenenti alla famiglia dei dicotiledoni, da non diluire e pronto per un uso immediato.

Questa confezione in particolare contiene 500 ml di prodotto, che bastano per coprire una superficie intorno ai 500 metri quadri. Ti ricordo che non deve essere diluito, nonostante la sua concentrazione, dato che è uno dei più efficaci sul mercato. Questo significa che potrai usarlo immediatamente, senza perderti in calcoli cervellotici per stabilire il corretto rapporto fra acqua ed erbicida (cosa che purtroppo accade spesso con quelli da diluire).

Questo diserbante selettivo per trifoglio agisce contro oltre 40 specie di piante a foglia larga, ma non causa danni al prato. Per quel che riguarda la formula, il Dicotex contiene 4 principi attivi piuttosto frequenti in questo genere di prodotti, ovvero il 2,4 D, il Dicamba, l’MCPA e l’MCPP-P. Anche in questo caso, come avviene per il Compo, puoi acquistarlo e utilizzarlo senza la necessità di avere il tesserino.

Il dicotiledonicida in questione, ovviamente, deve essere usato con cautela, visto che si tratta di un biocida a tutti gli effetti. Risulta comunque facile da usare, dato che basta spruzzarlo sopra le foglie del trifoglio, minimo 5 giorni dopo lo sfalcio dell’erba e almeno 7 giorni prima di un eventuale nuovo taglio. La Dicotex sconsiglia di usarlo sui prati giovani in attesa di definitivo attecchimento.

3. Celaflor WeedEx Erbicida per Trifoglio Selettivo 800 ml

Lo metto in terza posizione, ma in realtà il Celaflor non è assolutamente inferiore né al Compo né al Dicotex. Il motivo? Te lo spiego subito: ha una formula chimica molto simile, se non identica, che si basa sostanzialmente sui 4 principi attivi elencati poco sopra: ovvero il 2,4-D, l’MCPA, il Mecoprop-P e il Dicamba. In altre parole, agisce efficacemente contro le erbacce a foglia larga come il trifoglio, lasciando in pace il prato.

Essendo un erbicida sistemico, come sempre, deve essere spruzzato sul fogliame della pianta infestante e lasciato agire per qualche ora. Giusto il tempo di essere assorbito dalla malerba fino a giungere alle radici, facendole seccare in 14 giorni circa. La sua efficacia è molto elevata anche su erbacce difficili come il trifoglio, oltre al cardo. Naturalmente i principi attivi contenuti nella sua formula sono comunque biocidi.

Sono però presenti in percentuali basse, e infatti questo erbicida può essere utilizzato anche dai non esperti e per la disinfestazione fai da te, visto che non richiede il patentino. Inoltre, non causa nessun danno alle api e dunque può essere utilizzato anche se sul prato sono presenti delle piante in fiore. Come sempre, bisogna usarlo facendo molta attenzione, ed evitandolo se nei dintorni sono presenti delle falde acquifere.

La confezione contiene 800 ml di prodotto, e agisce bene su oltre 40 specie di piante infestanti a foglia larga. In realtà esistono anche altre opzioni, come la confezione da 2 litri, da 100 ml, da 250 ml o da 400 ml. Ti basta cliccare sul link del prodotto per consultare la scheda, dove troverai tutte queste alternative. Il controllo mirato del meccanismo selettivo lo rende non solo sicuro, ma anche molto efficace sui dicotiledoni.

Come usare un diserbante selettivo per trifoglio?

Per prima cosa, è consigliabile utilizzare il diserbante per trifoglio solo in presenza di determinate condizioni ambientali. Il prato dovrebbe essere asciutto e caldo, mentre le temperature dovrebbero essere comprese tra i 15 gradi e i 20 gradi, con bassi livelli di umidità. Inoltre, è bene spruzzare questo prodotto in assenza di vento, per evitare che possa spargersi nei dintorni, andando a colpire altre piante a foglia larga al di fuori del nostro prato.

L’applicazione di questo erbicida, poi, viene sconsigliato non solo durante le giornate ventose, ma anche quando fa molto caldo o quando è incombente la minaccia di pioggia. Come se non bastasse già questo, bisogna spruzzare l’erbicida facendo passare almeno 5 giorni dall’ultimo taglio dell’erba, e 14 giorni dall’ultima concimazione. Inoltre, prima di tagliare nuovamente l’erba, dovresti far passare almeno altri 7 giorni.

Evita di sottoporre al trattamento col diserbante un prato giovane, perché ciò potrebbe compromettere l’attecchimento delle piante. In secondo luogo, è bene attendere almeno 3 mesi dalla semina. Per quel che riguarda le tempistiche, generalmente questi erbicidi per trifoglio vengono usati da marzo a novembre, come detto per una questione di condizioni climatiche più o meno favorevoli. Si tratta di indicazioni molto importanti, da seguire alla lettera se si sceglie di combattere il trifoglio con un erbicida, senza il supporto di un esperto.

Per quel che riguarda l’utilizzo in sé, molto dipende dal prodotto che hai acquistato. In genere si tratta di diserbanti concentrati, da utilizzare senza diluirli in acqua, dunque pronti all’uso. La resa dipende anch’essa dal diserbante: i migliori, per fare un esempio concreto, ti consentono di trattare circa 20 metri quadri di prato con 1 litro di prodotto. Possono essere spruzzati sulle piante con un annaffiatoio o con una pompa per diserbo.

Una volta spruzzato, bisogna tenere lontani i bimbi e gli animali domestici, dando il tempo al diserbante di asciugarsi correttamente. Inoltre, dato che si tratta pur sempre di un prodotto aggressivo, è di vitale importanza leggere le istruzioni prima di utilizzarlo, anche per evitare possibili danni all’ambiente. Tornando al fattore diluzione, alcuni prodotti richiedono di essere allungati con acqua: come sempre, però, si tratta di un’informazione che troverai nelle istruzioni.

Nota: ci tengo ancora una volta a ricordare che i diserbanti per trifogli sono veri e propri biocidi. Devono dunque essere utilizzati con cautela, seguendo le istruzioni del produttore, ed evitarne l’utilizzo in presenza di falde acquifere, per via della loro tossicità per gli organismi acquatici.

Perché eliminare il trifoglio dal prato?

Il trifoglio è un’infestante piuttosto invasiva, dato che tende a proliferare rapidamente a scapito delle altre piante che arricchiscono il nostro prato. Può dunque causare dei danni estesi al manto erboso, rendendolo poco uniforme e poco omogeneo, il che ovviamente avrà un impatto forte dal punto di vista estetico (e non solo). Come avviene per ogni altra infestante, il trifoglio selvatico priva gli steli d’erba di nutrimento, luce e acqua, anche per via della presenza di un fogliame piuttosto ampio e largo, e per i tanti fiori che produce.

Gli bastano poche settimane per conquistare i nostri prati, soprattutto se consideriamo una finestra temporale che va dal mese di maggio ad ottobre. Esistono diverse tipologie di trifogli, da quello bianco al trifoglio rosso, passando per l’acetosella e il trifoglio cornuto. Agire prontamente contro di essi significa dare la possibilità al prato di riprendersi il proprio spazio vitale, così da ottenere nuovamente un manto omogeneo e in salute.

Altri metodi per eliminare il trifoglio

Il diserbante non è l’unico sistema per eliminare il trifoglio dal prato, anche se si tratta della soluzione più efficace. Il motivo? Penetrando nelle radici fa seccare la pianta, impedendone la ricrescita, per via della cessione immediata dei suoi principi attivi tramite le foglie. In alternativa è possibile tagliare il trifoglio utilizzando ad esempio un tagliabordi elettrico per prato. Questa tecnica risulta utile soprattutto quando il trifoglio non si è ancora diffuso, dunque in presenza di un numero ridotto di malerbe.

Anche l’utilizzo di un estirpatore di erbacce è un’ottima idea, soprattutto perché – grazie alla pinza – riesce ad estrarre la pianta compresa la zolla di terra che contiene le radici. L’estirpazione a mano invece è da evitare, perché con tutta probabilità si eliminerà soltanto la parte superficiale del trifoglio, lasciando le radici nel terreno, libere di attecchire nuovamente. Se l’infestazione è già avanzata, in ogni caso, l’utilizzo del diserbante per trifoglio resta l’opzione più consigliata.

Un altro sistema che potresti provare è la scarificazione del prato, magari usando un arieggiatore scarificatore elettrico o a scoppio. Grazie alla scarificazione, infatti, si andrà a recidere le radici del trifoglio, magari agendo ad inizio autunno, ovvero con la terra umida e calda, ma può andar bene anche la stagione primaverile. Tramite la scarificazione, nello specifico, si estraggono le piante di trifoglio dal terreno insieme agli stoloni, così da poterle smaltire in seguito.

Una volta fatto ciò, conviene eseguire la trasemina sulle zone del terreno sulle quali hai passato lo scarificatore, e ricoprire i semi con 5 mm di terra. Così facendo, si porrà un freno importante alla diffusione delle malerbe nel prato, e vale anche per il trifoglio. Infine, non bisogna sottovalutare la pulizia approfondita del prato, con una classica vanga per orto e giardino, sempre se l’infestazione è limitata a pochi esemplari. Ricordati, nel caso di utilizzo di una vanga o di un estirpatore, di riempire i buchi lasciati da questi attrezzi con un buon terriccio per prato, piantando anche dei semi da rigenerazione.

Ultimo aggiornamento 2024-02-27 at 09:59 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API

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